Rischio per Reykjavik: i fumi vulcanici dell’eruzione in Islanda destano preoccupazione

Laura Rossi

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Un’eruzione vulcanica è in corso da alcuni giorni in Islanda nella zona situata a sud della capitale Reykjavik. Nonostante l’intensità del fenomeno stia diminuendo, la presenza di nubi gassose solleva dubbi riguardo un possibile inquinamento ambientale. Le autorità islandesi monitorano la situazione con molta attenzione.

L’allarme ambientale

Le eruzioni vulcaniche, sia quelle violente che quelle più tranquille, possono rilasciare grandi quantità di gas tossici nell’atmosfera, tra cui la pericolosa anidride solforosa. In questa occasione, le condizioni meteorologiche hanno spinto questi gas verso il territorio a nord dell’Islanda, compromettendo la qualità dell’aria e causando allarme tra gli abitanti.

La qualità dell’aria, infatti, è peggiorata a causa dei livelli elevati di anidride solforosa registrati in alcune località. La capitale islandese, Reykjavik, si prepara ad affrontare possibili conseguenze negative legate ai fumi vulcanici.

I rischi per la salute pubblica

L’inquinamento provocato dai fumi e dalle ceneri proiettate copiosamente in atmosfera dal vulcano Fagradalsfjall in Islanda comincia a destare preoccupazione per la salute pubblica. L’anidride solforosa, oltre a causare problemi ambientali, può anche avere effetti negativi sulla salute umana, soprattutto nelle persone più vulnerabili come bambini, anziani e soggetti affetti da patologie respiratorie.

Effetti sull’economia islandese

La situazione attuale sta inoltre influenzando l’immagine dell’Islanda come meta turistica. Il paese nordico è noto per i suoi vulcani e fenomeni naturali spettacolari, ma l’eruzione del vulcano Fagradalsfjall contribuisce ad alimentare timori riguardanti viaggi e vacanze nella zona.

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Probabilmente alcuni turisti potrebbero cancellare o rinviare le vacanze programmate nel paese a causa delle preoccupazioni sulla qualità dell’aria e dei possibili impatti sulla salute. Questo potrebbe avere un effetto negativo sull’industria turistica islandese, che costituisce una fonte importante di introiti per il paese.

Possibili conseguenze a livello internazionale

Non solo gli abitanti dell’Islanda sono preoccupati: anche gli altri paesi monitorano con attenzione la situazione, soprattutto quelli vicini come Scozia, Norvegia e Danimarca. Le correnti atmosferiche, infatti, possono trasportare i gas tossici e le ceneri a lunghe distanze, mettendo a rischio la qualità dell’aria in altre località.

Inoltre, la situazione potrebbe avere ripercussioni sul trasporto aereo in Europa, poiché le ceneri vulcaniche possono danneggiare i motori degli aerei. Nel 2010, un’eruzione del vulcano islandese Eyjafjallajökull aveva causato la chiusura dello spazio aereo europeo per diversi giorni, provocando ingenti perdite economiche e disagi ai viaggiatori.

Le misure adottate dalle autorità

Di fronte all’emergenza ambientale, le autorità islandesi stanno compiendo sforzi considerevoli per monitorare l’evoluzione della situazione e dare informazioni chiare alla popolazione. Viene effettuata una costante sorveglianza sulla qualità dell’aria attraverso una rete di stazioni di monitoraggio dislocate sul territorio, mentre la protezione civile si occupa di diffondere consigli utili su come comportarsi in caso di esposizione ai gas tossici o alle ceneri,

Le istituzioni scientifiche islandesi, in collaborazione con esperti internazionali, stanno lavorando allo sviluppo di modelli atmosferici sempre più precisi che possano prevedere la direzione e l’intensità delle nubi gassose, al fine di proteggere sia la popolazione locale che quella dei paesi vicini.

Un monito per il futuro?

Nonostante l’allarme causato dalla situazione attuale, l’eruzione del vulcano Fagradalsfjall potrebbe rappresentare un’importante occasione di studio e una lezione sul rispetto della natura. Questi fenomeni possono infatti essere sfruttati per imparare a convivere con i pericoli dei vulcani, oltre che per ricordarci quanto sia importante investire nella ricerca scientifica e nelle tecniche di monitoraggio ambientale.

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