Picco storico del consumo di carbone nel 2023: impatto del cambiamento climatico

Alessandra Ferrara

tempo di lettura : 2 minuti
Ambiente
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Nel 2023, il consumo di carbone ha raggiunto un picco storico, mettendo a rischio i progressi compiuti nella lotta contro il cambiamento climatico. Secondo gli esperti, questa tendenza potrebbe avere gravi ripercussioni sul clima e sull’ambiente già seriamente compromessi.

Di fronte a questi dati preoccupanti, la comunità internazionale è chiamata ad agire con urgenza per contrastare l’aumento delle emissioni di gas serra e limitare il riscaldamento globale.

Cambiamenti climatici in atto: record di temperature e scioglimento dei ghiacci

Come riportato nel quarto estratto fornito, il 2023 è stato caratterizzato da diversi record di temperatura che hanno avuto conseguenze dirette sui poli. L’estensione del ghiaccio marino in Antartide e nell’Artico ha infatti raggiunto livelli storicamente bassi, evidenziando ulteriormente la gravità della situazione.

Inoltre, l’aumento della frequenza e dell’intensità dei disastri legati al clima, come siccità e alluvioni, sta avendo un impatto significativo sull’economia e sulla vita delle persone in Europa e nel resto del mondo.

Azione politica e phase out vs phase down: il difficile percorso verso la sostenibilità

La questione dell’abbandono graduale o totale delle fonti fossili è al centro del dibattito alla COP28 di Dubai. Come afferma Francesco La Camera, Direttore Generale di IRENA, l’Agenzia Internazionale per le Energie Rinnovabili, la posizione da seguire è quella suggerita dall’IPCC: il phase down, ovvero una progressiva eliminazione delle fonti fossili, dovrebbe essere effettivo e accompagnato da misure concrete.

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Il ruolo del nucleare

Nonostante ciò, non tutti sono d’accordo sul fatto che il nucleare possa essere considerato una soluzione valida per raggiungere gli obiettivi fissati per il 2030.

Sia i sostenitori che i detrattori di questa forma di energia portano argomentazioni valide, rendendo ancora più complessa la situazione e sottolineando ulteriormente la necessità di trovare un accordo condiviso anche su questi temi.

L’aumento del costo del gas e l’impatto sui consumatori

Mentre si fa strada il dibattito sull’utilizzo delle fonti fossili, i consumatori stanno sperimentando in prima persona gli effetti negativi delle fluttuazioni dei prezzi del gas. A dicembre 2023, il costo del gas al metro cubo nel Mercato Tutelato è di 0,463 €/Smc, mentre nel Mercato Libero il prezzo varia a seconda del singolo fornitore.

L’instabilità dei prezzi potrebbe spingere ulteriormente i cittadini a optare per soluzioni più ecologiche e sostenibili, contribuendo così anche alla lotta contro il cambiamento climatico.

La necessità di azioni concrete per invertire il processo

Se si vuole evitare un ulteriore peggioramento dello stato del nostro pianeta, è fondamentale intervenire con decisione e mettere in atto misure efficaci per ridurre l’impatto delle attività umane sul clima. Il cambiamento climatico riguarda tutti e richiede un impegno collettivo per preservare la Terra.

Purtroppo, come dimostra il picco storico nel consumo di carbone, abbiamo ancora molta strada da fare per giungere a una soluzione condivisa e duratura.

L’importanza dell’azione individuale

Oltre alle politiche internazionali ed ai grandi accordi tra gli Stati, ognuno di noi può fare la sua parte per contribuire alla lotta contro il cambiamento climatico.

Gestire in modo responsabile i consumi energetici, prediligere fonti rinnovabili e adottare stili di vita sostenibili sono solo alcune delle azioni che possono essere intraprese a livello individuale, con l’obiettivo comune di proteggere il futuro del nostro pianeta per le generazioni a venire.

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