Mangi 1 kg di insetti ogni anno!

Alessandra Ferrara

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La consumazione di insetti, conosciuta come entomofagia, è comune in diverse regioni come Africa, Asia e America Latina, integrando spesso le tradizioni culinarie locali. La FAO stima che quasi due miliardi di persone nel mondo includano gli insetti nella loro alimentazione.

Questa pratica sta guadagnando popolarità anche in Europa, supportata da vari progetti industriali e programmi di ricerca. Tuttavia, la legislazione attuale, in continua evoluzione, solleva importanti quesiti.

Ingestione involontaria di insetti nella nostra dieta

Secondo Marcel Dicke, entomologo presso l’Università di Wageningen e citato dall’ANSES (l’Agenzia nazionale per la sicurezza alimentare, ambientale e del lavoro francese), consumiamo involontariamente tra 500 grammi e un chilo di insetti all’anno.

Gli insetti possono essere presenti sotto forma di frammenti o interi nella maggior parte dei prodotti alimentari, soprattutto quelli a base di cereali. In questo caso, non si tratta di una fonte intenzionale di proteine, ma piuttosto della presenza accidentale di insetti nei nostri cibi.

Regole sull’entomofagia e nuovi modelli nutrizionali

In Europa, la commercializzazione di insetti a scopo alimentare è regolamentata dal Regolamento dell’UE 2015/2283, che classifica gli animali interi come “nuovi alimenti”. Questo significa che i produttori devono ottenere una autorizzazione prima di commercializzare un insetto per l’alimentazione umana.

Tuttavia, la domanda in costante aumento sta spingendo le autorità competenti a riesaminare queste normative.

L’entomofagia può essere un’alternativa sostenibile?

Mentre il consumo involontario di insetti potrebbe sorprendere molti, la crescente popolarità dell’entomofagia potrebbe aprire nuove possibilità in termini di nutrizione ed ecologia. A causa delle preoccupazioni globali sulla sicurezza alimentare e l’impatto ambientale della produzione animale, gli esperti stanno esaminando alternative più sostenibili alle proteine tradizionali.

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Gli insetti sono considerati una fonte promettente di proteine, grasmi utilessa e altri micronutrienti essenziali, e la loro produzione ha diversi vantaggi rispetto all’allevamento di bestiame e pollame. Necessitano di meno terra, acqua e mangime, e emettono meno gas serra.

Inoltre, la maggior parte degli insetti si riproducono rapidamente e hanno cicli di vita brevi, il che permette una produzione più efficiente e su larga scala.

Come risultato, l’entomofagia sta guadagnando slancio come alternativa sostenibile all’industria della carne. Tuttavia, prima che possa diventare una pratica comune in Europa e nel mondo occidentale, i consumatori devono superare il fattore “disgusto” associato al consumo di insetti.

Le aziende stanno già investendo nell’industria degli insetti

Con il crescente interesse per l’entomofagia, numerosi imprenditori hanno iniziato a investire nella produzione di insetti alimentari. Alcuni esempi includono la startup belga Little Food, che produce biscotti, barrette energetiche e addirittura farina di insetto.

Nel frattempo, l’azienda olandese Protix lavora con le mosche soldato nere per produrre farina di larva e oli grassi utilizzati come mangimi alternativi per animali.

I progressi tecnologici possono anche aiutare ad aumentare la produzione e ridurre i costi associati all’allevamento di insetti, rendendo questa industria ancora più competitiva rispetto alle attuali fonti proteiche.

Entomofagia: un futuro realistico o solo una mode passeggera?

Nonostante il crescente entusiasmo intorno all’entomofagia, resta incerto se questa tendenza riuscirà a radicarsi nel panorama alimentare globale e soppiantare altre fonti proteiche. Mentre la sostenibilità è un argomento convincente, alcuni consumatori potrebbero essere restii a cambiare le loro abitudini alimentari. Inoltre, la legislazione continua a evolversi e la sicurezza alimentare degli insetti deve essere ulteriormente valutata.

Tuttavia, il crescente interesse per l’entomofagia e i benefici ambientali associati suggeriscono che potrebbe rappresentare un’opzione valida per alimentare una popolazione globale in crescita in modo sostenibile. Solo il tempo dirà se gli insetti diventeranno effettivamente una componente essenziale delle nostre diete future.

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