Il ciclone Belal colpisce l’isola della Reunion: un morto e danni ingenti

Laura Rossi

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Il ciclone Belal ha fatto sentire la sua forza sull’Isola della Reunion, nel sud-ovest dell’Oceano Indiano, lunedì 15 gennaio del 2024. La tempesta tropicale, che si è formata rapidamente nel corso di pochi giorni, ha causato danni materiali e un decesso sulla piccola isola francese.

L’allarme viola revocato lunedì

Dopo il passaggio del ciclone, l’allarme viola -il livello massimo di allerta per i fenomeni meteorologici estremi- è stato revocato, permettendo così alle squadre di soccorso di intervenire e valutare gli effetti del Belal, meno catastrofico del previsto ma pur sempre in grado di provocare vittime e devastazione. I 870.000 abitanti del territorio ultra-marin sono tornati all’allarme rosso.

Un uomo ucciso dai detriti

La vittima è un uomo di 45 anni, deceduto dopo essere stato colpito da una grossa piastra di metallo staccatasi da un tetto durante i venti forti del ciclone. Secondo le autorità locali, il giovane era alla guida della sua auto nei pressi del quartiere di Saint-Denis quando la piastra gli ha colpito al torace, causando il suo decesso. Gli altri membri della sua famiglia sono rimasti illesi.

Danni significativi ma meno gravi del previsto

Sebbene i danni alla proprietà e alle infrastrutture siano significativi, le autorità dell’isola della Reunion si ritengono fortunate che gli effetti del ciclone Belal siano stati inferiori rispetto a quanto temuto inizialmente.

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Le case e le strade di alcune città, come La Plaine Saint-Paul, hanno subito danni estesi, con alcune abitazioni allagate e diverse aree a rischio frane. Tuttavia, gran parte dell’isola ha visto solo danni moderati e nessun altro decesso o ferimento grave è stato segnalato.

Le operazioni di soccorso e riparazione in corso

Le squadre di emergenza e i volontari hanno lavorato senza sosta per fornire assistenza e aiuto agli abitanti colpiti dal ciclone. Oltre alla fornitura di acqua potabile, cibo e altre necessità di base, le squadre hanno lavorato per ripulire le strade e ripristinare l’energia elettrica nelle zone più colpite.

Un fenomeno relativamente raro nella regione

I cicloni tropicali come il Belal sono piuttosto rari nell’Oceano Indiano sud-occidentale e sull’isola della Reunion in particolare. L’ultima tempesta di entità simile risale al 2020, quando il ciclone Batsirai causò danni significativi all’isola. Un altro violento ciclone, il Dumazile del 2018, aveva invece provocato ingenti inondazioni e danni alle infrastrutture.

Le conseguenze del cambiamento climatico

Gli esperti meteo ritengono che la formazione rapida e inaspettata del ciclone Belal sia un ulteriore segnale dell’impatto dei cambiamenti climatici sulla natura e la frequenza delle tempeste tropicali. Il riscaldamento globale potrebbe infatti contribuire ad aumentare l’intensità delle precipitazioni e delle piogge associate ai cicloni tropicali, oltre a rendere più probabile la formazione di tali fenomeni.

In conclusione, sebbene i danni causati dal ciclone Belal siano stati meno gravi del previsto, questa vicenda dimostra ancora una volta quanto sia importante prestare attenzione agli effetti del clima sulla nostra vita quotidiana e compiere gli sforzi necessari per contrastare il cambiamento climatico e proteggere le comunità vulnerabili di tutto il mondo.

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