Clima: Concentrazioni di CO2 di quest’anno minacciano il limite di 1,5°C di riscaldamento, avverte uno studio

Valentina Conti

tempo di lettura : 2 minuti
Ambiente
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Secondo uno studio del Servizio meteorologico del Regno Unito basato sulle rilevazioni di una stazione di riferimento alle Hawaii, l’aumento delle concentrazioni di CO2 nell’atmosfera quest’anno rischia di superare i livelli compatibili con le traiettorie di riscaldamento climatico che rispettano il limite di 1,5°C.

Questo dato suona un campanello d’allarme per gli esperti nel settore ambientale, poiché potrebbe significare che stiamo avvicinandoci a una posizione irreversibile nello sforzo globale per combattere il cambiamento climatico.

L’Accordo di Parigi e la sfida dei gas a effetto serra

L’Accordo di Parigi del 2015 mira a mantenere l’aumento della temperatura media globale ben al di sotto di 2°C rispetto ai livelli preindustriali e a proseguire gli sforzi per limitare tale aumento a 1,5°C. Per raggiungere questo obiettivo, i Paesi aderenti si sono impegnati a ridurre le proprie emissioni di gas a effetto serra, tra cui l’anidride carbonica (CO2), il metano (CH4) e il protossido di azoto (N2O).

Oltre al problema delle alte concentrazioni di CO2, anche l’utilizzo eccessivo di concimi azotati nei Paesi in via di sviluppo contribuisce all’aumento delle emissioni di protossido di azoto, un gas dal potente effetto serra. La combinazione di questi fattori sta mettendo a dura prova la capacità della comunità internazionale di gestire le minacce ambientali e mantenere gli impegni assunti nell’Accordo di Parigi.

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Quali sono le soluzioni per limitare le emissioni?

Gli esperti suggeriscono diverse soluzioni per fronteggiare l’aumento delle concentrazioni di gas a effetto serra. Tra queste:

  • Transizione energetica
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Una delle principali cause delle crescenti emissioni di gas a effetto serra è la dipendenza da combustibili fossili come petrolio, carbone e gas naturale. Per contrastare questo fenomeno, i governi dovrebbero promuovere politiche volte ad accelerare la transizione verso fonti di energia rinnovabile, come il solare, l’eolico e l’idroelettrico.

Questa transizione avrebbe non solo benefici ambientali, ma anche economici, dato che le energie rinnovabili sono in molti casi più competitive sul mercato rispetto alle risorse fossili.

  • Riduzione dei consumi e dell’intensità energetica

Oltre alla transizione verso fonti di energia più pulite, è fondamentale ridurre i consumi energetici attraverso una maggiore efficienza. Industrializzazione e consumismo negli ultimi decenni hanno portato a un uso massiccio di energia, con inevitabili conseguenze sulle emissioni di gas serra.

Adottare misure per migliorare l’efficienza energetica nelle abitazioni, nei trasporti e nell’industria può contribuire in modo significativo alla riduzione delle emissioni.

  • Pratiche agricole sostenibili

L’agricoltura è una fonte importante di gas a effetto serra, soprattutto in termini di metano e protossido d’azoto provenienti dalla gestione del bestiame e dall’utilizzo di fertilizzanti azotati.

Implementare pratiche agricole sostenibili che prevedano l’utilizzo di concimi organici al posto dei composti chimici e una migliore gestione del terreno per minimizzare le perdite di nutrienti possono avere un impatto positivo sulla riduzione delle concentrazioni di gas serra atmosferici.

La necessità di un’azione globale

Il fatto che le concentrazioni di CO2 quest’anno minaccino il limite di 1,5°C di riscaldamento solleva seri interrogativi sulla capacità della comunità internazionale di affrontare efficacemente il cambiamento climatico.

Per evitare di raggiungere il punto di non ritorno, è essenziale che i governi e le istituzioni internazionali lavorino insieme, aumentando i loro sforzi nel perseguire politiche più ambiziose tese al raggiungimento degli obiettivi dell’Accordo di Parigi e alla protezione del futuro del nostro pianeta.

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