Chiarimenti sull'accordo adottato a Dubai alla COP28: tutto quello che c'è da sapere

Valentina Conti

tempo di lettura : 2 minuti
Ambiente
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Quasi 200 Paesi al vertice sul clima COP28 hanno approvato recentemente un accordo che, per la prima volta nella storia, invita tutte le nazioni ad abbandonare i combustibili fossili per scongiurare i peggiori effetti del cambiamento climatico.

Dopo due settimane di negoziati intensi e conflittuali negli Emirati Arabi Uniti, questo risultato storico è stato accolto con grande entusiasmo dai delegati presenti e dalle organizzazioni internazionali.

L’impegno delle nazioni nel passaggio ai combustibili fossili

Nonostante l’accordo non preveda un impegno esplicito a eliminare o ridurre gradualmente i combustibili fossili, come richiesto da molti ambientalisti e scienziati, esso rappresenta comunque un passo importante nella lotta contro il riscaldamento globale.

La bozza preparata dagli Emirati Arabi Uniti è stata adottata all’unanimità senza obiezioni, dimostrando una forte volontà dei Paesi partecipanti di lavorare insieme per garantire un futuro migliore alle persone e al pianeta.

Iniziativa degli Emirati Arabi Uniti

Il ruolo degli Emirati Arabi Uniti in questa conferenza è stato particolarmente significativo. Il presidente della COP28, Sultan Al Jaber, ha ringraziato l’assemblea per il sostegno e la collaborazione dimostrati durante i negoziati.

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Abbiamo percorso insieme una lunga strada in un breve lasso di tempo“, ha affermato, sottolineando come l’accordo raggiunto rappresenti un risultato storico per la comunità internazionale.

Le problematiche ancora irrisolte

Nonostante i progressi compiuti durante la COP28, esistono ancora numerosi problemi che richiedono una soluzione urgente. Molti Paesi in via di sviluppo continuano a soffrire le conseguenze del cambiamento climatico e necessitano di sostegno finanziario per affrontare gli impatti e adattarsi alle nuove condizioni ambientali.

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Inoltre, pur essendo stato fatto qualche passo avanti nelle questioni relative all’adattamento e al trasferimento di tecnologie, è necessario un maggiore impegno da parte dei Paesi più avanzati per facilitare questo processo e garantire equità nella transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio.

La sfida del 1,5°C

Uno degli obiettivi centrali dell’accordo di Parigi era quello di mantenere l’aumento della temperatura globale ben al di sotto dei 2°C e di cercare di limitarlo ancora di più, portandolo a 1,5°C rispetto ai livelli preindustriali.

Nonostante gli sforzi compiuti fino ad ora, tale traguardo sembra sempre più difficile da raggiungere. Le nazioni devono quindi intensificare i loro sforzi, impegnandosi a tagliare le emissioni in modo rapido e deciso.

L’accordo adottato alla COP28 rappresenta un passo importante nella lotta contro il cambiamento climatico e segna una svolta nella storia delle conferenze sul clima. La volontà dei Paesi di abbandonare gradualmente i combustibili fossili è senza dubbio un segnale positivo che indica la crescente consapevolezza dell’urgenza della situazione ambientale.

Tuttavia, affrontare i problemi ancora irrisolti e garantire equità e solidarietà tra i Paesi richiede ulteriori sforzi e cooperazione tra le nazioni. Solo attraverso l’impegno concreto di tutti sarà possibile offrire alle future generazioni un pianeta sano e vivibile.

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