Sesto Calende - Sarà grazie ad un’atleta inossidabile come Josefa Idem, che tutti attendiamo all’appuntamento di Londra 2012, sarà per i successi per i successi olimpici e le partecipazioni televisive del pluricampione olimpico Antonio Rossi, ma non c’è dubbio che negli ultimi anni lo sport agonistico del kayak velocità si è andato diffondendo sempre più tra i giovanissimi. In provincia di Varese, a Sesto Calende, proprio dove il fiume Ticino esce dal lago Maggiore, c’è un’associazione che da quasi quarant’anni è specializzata in questa attività: il Circolo Sestese Canoa Kayak, tra le prime cinque nella classifica per società su oltre trecento in Italia. Ne parliamo con il dottor Maurizio Lenuzza, componente del Consiglio Direttivo dell’associazione, educatore sportivo Coni Varese e tecnico Fick.
Come nasce e cresce nel tempo una realtà così importante, che sta fornendo atleti di alto livello alle squadre nazionali giovanili?
“Nasce, come sempre, dalla passione, dall’entusiasmo di un gruppo di persone che nei primi anni Settanta, insieme con Piero Occhetta, pioniere sestese di molte attività sportive, trasformarono la sede del glorioso canottaggio Siai Marchetti in un centro di riferimento per i kayakers. E’ stato un cammino denso di soddisfazioni, ma anche di grande impegno dei presidenti, dei dirigenti, dei tecnici che si sono avvicendati in questi decenni. Poi c’è quella marcia in più che contraddistingue la terra varesina, il “comune sentire sportivo”, riconosciuto da tutta Italia, con la volontà di trovare sempre le sinergie per migliorare. Oggi il CSCK è un’associazione sportiva – senza fini di lucro - che collabora attivamente con la Federazione Italiana Canoa Kayak, sia a livello tecnico che dirigenziale”.
A che età si può iniziare a pagaiare?
“I ragazzi possono iniziare a otto anni, con un’attività variegata che, dal corso teorico-pratico su canoe-scuola, si amplia nel periodo autunno-inverno con tante discipline “costituzionali” al fine di formare il ragazzo e il futuro atleta: corsa, ginnastica corpo libero in palestra con attenzione allo sviluppo delle abilità, simulazione su ergometro, nuoto. L’obiettivo è duplice: divertirsi in movimento e apprendere in maniera tecnicamente corretta e sicura ad affrontare la navigazione in canoa, principalmente su acqua piatta. Nel corso della primavera-estate si svolgono le uscite in canoa con istruttori brevettati Fick per conoscere sempre meglio mezzi e tecniche attraverso un addestramento mirato, vario, divertente, ma anche a saper convivere con i compagni, a terra e in acqua (barche multiple) e a sapersi organizzare prima, durante e dopo le trasferte, in occasione delle prime competizioni”.
I ragazzi iniziano presto quindi a spostarsi sui campi di gara….
“Le trasferte-gara costituiscono un importante mezzo di crescita, personale e sociale. Il bambino, sempre aiutato dagli istruttori, impara a saper gestire il proprio abbigliamento, la barca che ha in uso, a rispettare gli orari e nel contempo condivide un’avventura con i propri amici e conosce ragazzi di altre regioni”.
Ma quel è il segreto, oltre all’impegno e alla passione, di una crescita così importante a livello agonistico, con Juniores Under 23 che si piazzano in medaglia ai Campionati Europei e partecipano a finali Mondiali?
“Credo che il supporto maggiore e continuativo sia venuto dalle famiglie sestesi e dei Comuni limitrofi. L’attenzione ed il senso responsabilità che l’associazione ha dimostrato in tanti anni, pur guidata da persone diverse, ha premiato. Rimangono difficoltà economiche e logistiche: bisogna avere i mezzi per essere competitivi. Operiamo in termini di puro volontariato, ma si è voluto interpretare il volontariato “come se fosse un’attività professionale”, in termini di preparazione, competenze, iniziativa. Alle famiglie non si è in grado di garantire, ancora oggi, un circolo nautico o un centro sportivo logisticamente accattivante e nemmeno ci si può esimere dal chiedere loro un contributo economico per le attività dei ragazzi, ma sanno che i loro ragazzi sono affidati a persone preparate e responsabili”.
Attualmente, nonostante il numero dei soci e delle imbaracazioni, siete sempre nell’antica sede, al lido di Sesto. Ci sono possibilità in futuro di disporre di nuovi e adeguati spazi?
“Per quanto si possa essere affezionati alla sede storica, non è più idonea alle esigenza di oggi. Si stanno studiando nuovi progetti sull’area, che dovrebbero prevedere zone destinate alle attività canoistiche. Speriamo che si concretizzi a breve. Nel frattempo le nostre attrezzature sono ospitate anche da amici e supporter, ad iniziare dallo storico Circolo Sestese, che ci aiuta sia come spese di gestione, che per il deposito di una parte delle barche. Il cantiere Verbella ospita automezzi e carrelli, il campeggio La sfinge ospita il Dragon Boat”.
Cosa vi dà maggiore soddisfazione?
“Vincere. Lavoriamo per questo. Ma bisogna avere una visione più ampia. Direi che far emergere tutte le potenzialità, psicofisiche e relazionali di un ragazzo rimane la maggiore soddisfazione. Siamo dei fortunati: possiamo contribuire e assistere alla crescita dei ragazzi e vederli diventare uomini. Da alcuni anni, inoltre, è possibile contare sulla collaborazione di staff medico-scientifici che compiono valutazioni mirate sui ragazzi e costituiscono una ulteriore garanzia per le famiglie: dalla misurazione di consumo d’ossigeno all’osservazione, prevenzione ed eventuale recupero di traumi neuro-muscolari. Gran parte di questi studi (e dei programmi concreti di lavoro che ne derivano), condotti da medici, fisioterapisti, esperti in scienze motorie sono assolutamente innovativi in Italia. Un altro motivo di soddisfazione”.
Qual è l’immagine sportiva più bella del 2011 che vuole conservare?
“Sono due. La prima è aver visto la condotta di gara di Mauro Crenna su Rai Sport nella staffetta 4x200 ai Mondiali Ungheresi Under 23. Ho avuto la fortuna di pagaiare con suo padre Fabrizio (quattro titoli italiani) ed è stata una bella emozione vedere suo figlio esprimersi così bene a questi livelli a ventuno anni. La seconda riguarda la stagione Junior di Lorenzo Zeni. In primavera l’ho visto piangere tra le braccia dell’allenatore Davide Aliprandi, dopo aver perduto un campionato italiano fondo, pressoché sicuro. Ho pensato che quel momento doloroso lo avrebbe cambiato profondamente. Infatti ha vinto un argento agli Europei e quattro titoli Italiani. A volte una “caduta” ci fa arrivare molto più in alto”.
Chi volesse avere informazioni sulle varie attività del Circolo Sestese Canoa Kayak, può visitare il sito: www.sestesecanoa.it e scrivere a
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Mauro Bianchini






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