Milano - Tredicimila persone disoccupate senza che sia seguito un inserimento positivo, mentre in arrivo ci sono circa 25 mila cassaintegrati, che non rientreranno in azienda perché ormai chiusa o con organici ridotti. In cifre, è la situazione occupazionale di Milano e provincia riferita a nemmeno tutto il 2011 _ i dati degli ultimi mesi si avranno solo a marzo _ fornita dalla Camera del Lavoro milanese. A presentare un quadro sconfortante, Onorio Rosati, segretario generale della Camera del Lavoro di Milano, Ivana Brunato, responsabile mercato del lavoro, e Maurizio Stampini, responsabile industria dello stesso sindacato. In più, la crisi ha investito settori che in altri momenti difficili erano rimasti fuori, come le piccole imprese e l'artigianato.
La cassa integrazioni guadagni risulta diminuita rispetto all'anno precedente, ma non è un dato positivo. L'ammortizzatore infatti cambia solo natura, da ordinaria diventa straordinaria e questa è la testimonianza dei processi di ristrutturazione che riguardano il comparto manifatturiero, coinvolgendo il terziario e provocando così l'aumento della cessazione delle attività. Come ha ricordato Rosati, la Lombardia si è sempre retta sul manifatturiero, per cui la crisi del settore equivale a una crisi generale. C'è poi un ammortizzatore sociale che ha fatto da tampone, la cassa integrazione in deroga, che si concluderà quest'anno. A oggi, il tasso di disoccupazione è, secondo la Cgil, del 5,9%, che arriva al 20 se riferito ai giovani e al 22 solo a Milano. Gli iscritti alle liste di mobilità che hanno trovato lavoro grazie agli sgravi contributivi, tra il 2010 e il 2011, sono stati circa 5 mila, mentre 13 mila sono decaduti dalle liste per avere superato il limite di durata, senza aver trovato lavoro e senza aver maturato il diritto alla pensione.



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