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agricoltura-fotoMilano - Regione, in pericolo i servizi alle imprese: rischio caos per oltre 50 mila aziende agricole. Rischio caos per oltre 50 mila aziende agricole lombarde. A fine anno si conclude la convenzione che la Regione ha siglato con i centri di assistenza alle imprese delle associazioni di categoria e per il prossimo mese di gennaio 2012 non è stato raggiunto alcun accordo sui servizi e sulle risorse da investire per garantire il funzionamento del sistema.  Fino a oggi – spiega la Coldiretti Lombardia – sono stati i nostri CAA (centri di servizio) a seguire, ad esempio, le procedure sull’assegnazione del carburante agricolo, l’aggiornamento del parco macchine, la gestione dei terreni, le anomalie sulle superfici, la Pac, i movimenti dei titoli della domanda unica, gli aiuti alle zone di montagna e molto altro ancora. Tutto in base – aggiunge Coldiretti - al principio di sussidiarietà e di evoluzione del ruolo e delle funzioni dei CAA che la giunta regionale ha sempre sostenuto di voler applicare per il buon funzionamento e lo snellimento della burocrazia e per lo sviluppo di “servizi di alta qualità” nell’ambito dei principi di decentramento e di semplificazione dell’attività amministrativa, come più volte richiamato dal presidente Formigoni in questi ultimi anni. I CAA, già pronti a diventare vere e proprie Agenzie per le imprese, si erano dichiarati disponibili ad accettare la proposta avanzata dall’assessore all’agricoltura Giulio De Capitani di riduzione delle risorse nel biennio 2012 -2013, ma – spiega Coldiretti Lombardia – si assiste ora al disconoscimento di tale proposta, con l’impossibilità di fatto a rinnovare la convenzione. “Da gennaio 2012 – spiega Nino Andena, Presidente di Coldiretti Lombardia – noi non potremo più garantire i servizi alle imprese per conto della Regione, i cui uffici dovranno quindi affrontare in prima persona interventi finanziari (PSR), tecnici (PUA, PUAS) e strutturali (PAC) rispondendo alle richieste di oltre 50 mila aziende, la cui attività rischia così di finire nel caos. Vorrà dire che dal 2 gennaio prossimo porteremo gli agricoltori direttamente alla sede della Regione. Siamo ancora in tempo per evitare tutto questo e chiediamo al presidente Formigoni un intervento immediato per garantire la continuità dell’attuale sistema di servizi alle imprese agricole lombarde”. 


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