7 mega 728x90
 
bannerPubblicita




CULTURA/Un efferato delitto del 1943: Norma Cossetto
Venerdì 03 Febbraio 2012 16:15

Foibe-Norma2Legnano - La morte di Norma Cossetto, giovane istriana di Santa Domenica di Visinada, vicino a Visignano, è molto importante per capire che cosa accadde in molte località dell’Istria dopo l’8 settembre del 1943 quando si abbattè la violenza slava sull’inerme popolazione di lingua italiana.

Questa fu la prima fase delle foibe: un’esplosione subitanea di violenza nata per vendicare i lunghi soprusi fascisti ai danni degli slavi.

Il fatto è che Norma Cossetto non era assolutamente responsabile di alcunché. Nonostante questo le circostanze della sua morte furono orribili.

Scrive Arrigo Petacco:

“La morte di Norma Cossetto, istriana di Santa Domenica di Visinada, un paesino vicino a Visignano, è uno dei tanti episodi drammatici che simboleggiano la bestiale ondata di violenza che si abbatté sugli italiani della Venezia Giulia, dell’Istria e della Dalmazia dopo l’8 settembre del 1943. Ma è forse l’unico che si può raccontare dall’inizio alla fine.

Norma, come racconta lo storico istriano Antonio Pitamitz, aveva 23 anni ed apparteneva ad una famiglia di possidenti. Suo padre aveva ricoperto incarichi nella locale sezione del partito fascista. Nell’estate del 1943, la giovane, iscritta all’Università di Padova e allieva del professor Concetto Marchesi, stava preparando la tesi di laurea dedicata alla storia della sua Istria. Aveva scelto il titolo dal colore della sua terra fertile e arrossata dalla presenza della bauxite: “Istria Rossa”. Un soggetto classico destinato ad approfondire quella ricerca storica e culturale che da tempo conduceva per sostenere, con la testimonianza della pluricentenaria civiltà latina e veneziana, l’italianità di quelle terre che gli slavi rivendicavano.

La figura di Norma era diventata familiare agli abitanti del circondario. Girava in bicicletta da un paese all’altro visitando municipi e canoniche per frugare negli archivi e sfogliare vecchie carte. Era uno studio in cui metteva tutto il suo giovanile entusiasmo, ma non poté condurlo a termine.

Il 26 settembre venne infatti prelevata da una volante rossa, composta di comunisti italiani e croati, e rinchiusa nell’ex caserma dei carabinieri di Visignano. Qui i suoi carcerieri cercarono con blandizie e minacce di convincerla a collaborare e di aderire al loro movimento, ma Norma rifiutò recisamente. Fu allora trasferita insieme ad altri parenti ed amici, arrestati come lei, in un carcere di Antignana dove ebbe inizio per la giovane una straziante via crucis.

Nei giorni che seguirono, la prigioniera dovette subire ogni sorta di tormenti. Fu anche legata sopra un tavolo e violentata ripetutamente dai suoi aguzzini. Una donna che abitava nei pressi della scuola-prigione, udendo i suoi lamenti, ebbe il coraggio, verso sera, di avvicinarsi alle imposte: Norma, ancora legata al tavolo, invocava i genitori, chiedeva aiuto, chiedeva acqua, chiedeva pietà. Dopo giorni di sofferenza, la povera ragazza fu condotta nel paese di Santa Domenica dove il solito «Tribunale del popolo» la condannò sbrigativamente a morte insieme ad altri ventisei compagni di sventura. Per tutti, la tomba doveva essere una foiba di Villa Surani.

I morituri furono legati insieme e scortati fino al luogo dell’esecuzione da sedici partigiani titini. Norma non si reggeva in piedi, ma prima di precipitarla nella voragine, i giustizieri vollero ancora approfittare di lei. E dopo avere infierito su quel povero corpo ormai inanimato, le recisero i seni e le conficcarono un legno nei genitali.

Nulla si sarebbe saputo della fine di Norma se il caso non avesse giocato la sua parte. Tempo dopo, i tedeschi che avevano rioccupato quella zona, catturarono alcuni partigiani dai quali si seppe la verità. I sedici aguzzini furono identificati e catturati, la salma di Norma fu recuperata dalla foiba, profonda 136 metri, in fondo alla quale giacevano anche i suoi ventisei compagni di sventura, oltre a una decina di altri italiani uccisi successivamente. I poveri resti vennero riportati in superficie dopo un penoso lavoro durato ore dai volontari guidati dal maresciallo dei vigili del fuoco di Pola Arnaldo Harzarich, l’uomo cui si deve il ricupero di centinaia e centinaia di cadaveri infoibati.

La salma di Norma, prima della sepoltura, venne composta nella cappella del cimitero di Santa Domenica e i suoi torturatori furono costretti, per vendetta, a vegliarla tutta la notte al lume tremolante dei ceri. Fu una veglia funebre di terrore: il mattino seguente, quando i sedici titini furono fucilati dai tedeschi, tre di essi erano impazziti.

Alla memoria di Norma, la cui famiglia lamentava altri sette infoibati, nel dopoguerra venne un riconoscimento autorevole. L’Università di Padova, su proposta di Concetto Marchesi e con l’unanimità del Consiglio della facoltà di lettere e filosofia, le conferì la laurea honoris causa. In quell’occasione, qualcuno obiettò che Norma non meritava tale riconoscimento perché  “non era caduta per la libertà“, ma Concetto Marchesi, benché militante comunista, affermò che Norma Cossetto era caduta per l’italianità dell’Istria e che meritava più di chiunque altro quel riconoscimento”.

in Arrigo Petacco, “L’esodo. La tragedia negata degli italiani d’Istria, Dalmazia e Venezia Giulia”, Mondadori 1999, pp. 60-62

Giancarlo Restelli: “Le foibe e l’esodo dei giuliano-dalmati: una storia rimossa”, Ed. Raccolto 2007, pp. 146-147

restellistoria.altervista.org/author/admin/


Commenti (0)

Scrivi commento

smaller | bigger
security image
Scrivi i caratteri mostrati

busy
 

Articoli Correlati

CULTURA/Entra nel vivo il
Rho - E’ ormai entrata nel vivo la 15° edizione del Concorso di Poesia per Giovani del “Calendimaggio”, organizzata come sempre dall’Associazione Gruppo Culturale Amici di Mazzo, in collaborazione con gli Assessorati
EVENTI/La cultura a 360° si fa in Corte
Busto Arsizio - Si inaugura quest’anno a palazzo Marliani Cicogna Corte Cultura, una location e un palinsesto dedicati agli eventi culturali estivi. Da maggio a settembre Corte Cultura sarà di volta in volta auditorium,
EVENTI/Realsan diventa un’ esperienza da museo
Milano - La rete per la Sicurezza Alimentare e Nutrizionale a cui hanno aderito autorità locali della Lombardia, dell’Andalucia e del Centro America offre un laboratorio didattico per le
TERRITORIO/Corbetta, open day al nido Il Pianeta dei Bambini
Corbetta - Una mattina di festa per conoscersi e fare festa insieme: sabato 26 maggio dalle 10 alle 12 il Pianeta dei Bambini di corso Garibaldi 14 a Corbetta apre le porte per la giornata di Open day. La struttura è
CICLISMO/Serata di Gala per la Carnaghese
Carnago - Nell’elegante cornice di Villa Recalcati a Varese, sede della Provincia di Varese, la Società Ciclistica Carnaghese presenterà domani sera, venerdì 18 maggio, le due manifestazioni internazionali che il team del
<<  Maggio 2012  >>
 Lu  Ma  Me  Gi  Ve  Sa  Do 
 
   
Banner
ilmeteo
Alle prossime elezioni comunali quali sono le tue indicazioni di voto?

 

Servizi
Dove Dormire

Dove Mangiare

Shopping Tempo Libero
Itinerari Escursioni Parchi Lombardi Agriturismi
Servizi icon_rubriche EVENTI Meteo
Istituzioni News Collabora con noi Contattaci
Partners
logo_famiglia_legnanese_fondo_bianco rotary lions
fondazione confartigianato
sale2
bustoweb
unioneblulow
legnanowebtv
Logo-land-of-tourism logoTurismo Fondazione Comunitaria del Varesotto Onlus
Patrocinato da
regionelombardia

logo_expo

logo_provincia_milano.

logo_provincia_varese

Comuni

Main Sponsor
bancadilegnano_piccolo.gif banfi_piccolo.gif bassetti_piccolo.gif dogi_piccolo.jpg longo-logo
polihotel_piccolo.jpg rancilio_piccolo.gif tecnocasa_piccolo.gif Invitoateatro_nuovo
Diventa Sponsor

logoAssesempioneSM
English French German Italian Portuguese Russian Spanish
You Tubefacebookrss


ASSESEMPIONE.INFO - Direttore responsabile Enzo Mari - aut. trib. di Milano n.35 del 29/01/2009 - è possibile utilizzare materiali citando la fonte
Powered by Joomla!. Valid Xhtml valido CSS valido Sottoscrivi RSS.