Bernate Ticino – Si è tenuto nella serata del 28 gennaio alle ore 21.00 in questo grazioso borgo il sesto appuntamento di Tesori Nascosti, la rassegna di arte e musica degli undici comuni del Polo Culturale del Castanese.Da non passare sotto silenzio è il fatto che Iniziativa da sette anni porta avanti un percorso di conoscenza e valorizzazione dell'arte, della storia e delle tradizioni del nostro territorio, grazie anche ad inaspettati incontri artistici di carattere musicale e teatraleLa meta proposta da TESORI NASCOSTI ha portato alla splendida Canonica agostiniana di Bernate Ticino, ad ammirare e a conoscere un capolavoro artistico di fine ‘500 : La Madonna in Trono con Bambino Santi ed Offerenti. Dipinto d'autore anonimo, che rappresenta un soggetto tradizionale dell'arte cristiana,ritornato agli antichi splendori grazie al restauro curato dall'Associazione Calavas di Bernate Ticino. (www.associazionecalavas.it)
Hanno arricchito la serata, le avvolgenti "Armonie Celesti" dell'arpa di Elena Manuela Cosentino e della fisarmonica del Maestro Mario Milani, due strumenti all’apparenza appartenenti a mondi diversi ma che s'incontrano ed hanno dato vita ad un programma musicale suggestivo e di estrema raffinatezza.
Nell’affollata Chiesa di San Giorgio sono state eseguite musiche di :J.S.Bach, F. Caccini, G.F. Haendel (di questo musicista del XVIII secolo è stata proposta una rivisitazione assai apprezzata di una Passacaglia, il famosissimo brano dell’ Intervallo alla RAI che purtroppo non viene più riproposto e si può vedere solo su YouTube). L’estro armonico di Milani e Cosentino ha proposto in questo duo insolito arpa e fisarmonica brani di A.Romero, di Astor Piazzolla e degli stessi musicisti (Milani-Cosentino).
Prima del concerto è stata mostrata l’opera attribuibile ad un pittore della fine del ‘500 che non si è riusciti a definire. I lavori di restauro della preziosa tela sono stati affidati alla Dott. Mantovani della Sovrintendenza alle Belle Arti e finanziati dalla Associazione Bernatese Calavas che ha come obiettivo principale la custodia e la conservazione della Canonica, voluta nientemeno che da un papa (Urbano III) nel 1186.
La Dott. Bognetti dell’Associazione ha fatto un interessante excursus storico sulle vicende della Famiglia Crivelli ed il rapporto talvolta idillico talvolta contrastato tra questa e la Canonica degli Agostiniani. La tela rappresenta una pacificazione tra questi due soggetti ed è ricca di riferimenti al paese di Bernate ed in particolare alla vita della Canonica.
Al centro, in posizione elevata vediamo la Madonna in trono col Bambino Gesù (nell’iconografia tale presentazione della Vergine ha sempre rappresentato l’ortodossia, la fede cattolica), a destra si vede Sant’Agostino con mitria e piviale dorati, mentre regge un libro (forse la regola canonica), a destra San Giorgio, raffigurato come un prestante giovane soldato romano con lucente elmo e corazza.
Bognetti ha fatto notare che San Giorgio non è stato scelto a caso: costui è il santo protettore contro le alluvioni e spesso il Ticino ha fatto molti danni. Sappiamo che il santo ha ucciso un drago, secondo la leggenda: il drago non è un serpentone che vive nei fiumi, ma rappresenta la loro imprevedibilità e la loro possibilità di esondare, distruggendo vite, case, coltivazioni.
Nella parte sottostante del quadro ci sono gli Offerenti: da sinistra a destra vediamo un uomo con bellissimo colletto ondulato in abito nero (il nero a quell’epoca rappresentava il rigore morale), un canonico con rocchetto di lino pieghettato e una mantella nera; vediamo poi personaggi altolocati con abiti molto eleganti (tra gli altri una donna con vestito rosso e pendagli dorati). Il quadro è arricchito da tanti putti che segnano il legame tra Cielo e Terra: questi recano nelle mani delle rose ed anche il Bambino ha in mano un simile fiore. La tela è stata eseguita con olio e colori di origine minerale e lacca. I committenti non hanno badato a spese, perché sono stati utilizzati materiali pregiati ed anche la tela stessa è di lino con trama a spina di pesce.
L’equipe della Dott. Mantovani ha svolto un lavoro certosino, riportando l’opera allo splendore originario. Non è stata un’attività facile, poiché addirittura il dipinto nella parte inferiore è stato inavvertitamente bruciato da candele poste sotto proprio l’opera ed il restauro precedente è stato molto invasivoUn altro affascinante incontro di musica e arte, proposto da Polo Culturale del Castanese e dal “Circolo Fratellanza e Pace” di Legnano: nonostante la serata fredda e addirittura nevosa molti Bernatesi ed appassionati alla storia del territorio non si sono fatti sfuggire questo appuntamento.
Giacomo Ferrario





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