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MUSICA/Tullio De Piscopo, con Tribute to Max Roach, chiude alla grande il Magenta Jazz Festival
Lunedì 30 Novembre 2009 09:59

Tullio De PiscopoMagenta - Chiusura con il botto al Magenta jazz festival 2009 con Tullio De Piscopo in New Hard be Bop Project, dedicato al grande Max Roach, mostro sacro della batteria. Il sound mediterraneo con incursioni Be Bop approda a Magenta per chiudere alla grande l'edizione 2009. E proprio queste sono state le parole di Fiorenzo Gualandris: "Il festival chiude con un grande". Abbiamo avuto un crescendo negli anni, dando sempre più spazio ai giovani, come nella prima serata con Marta ed Eugenia. Dà man forte l'assessore alla cultura del comune di Magenta, Vigna, che aggiunge " il festival è cresciuto al punto che molti artisti di fama internazionale si fermano a Magenta e questo fa onore agli organizzatori, ma soprattutto al nostro Comune".  La serata si inaugura con un altro tributo, ad un grande che non c'è più: Gianni Basso con la proiezione di un filmato a lui dedicato e con il quale hanno suonato tutti i grandi jazzisti italiani - e stranieri - come Tullio De Piscopo.
S'inizia con un brano classico di Roach, "Conversation", che riscalda l'atmosfera e prepara Tullio, con Lucky al contrabasso e Gianluca Tagliazucchi al pianoforte a far assaporare quello che verrà. E infatti il brano successivo vede protagonisti Stefano Galgano e Claudio Capurro. Ed ecco pronto Tullio, con assaggi di assoli, che esploderà nel brano di blues dove De Piscopo, da istrione del palcoscenico che è, ammalia il pubblico al punto di spostarsi al microfono, uscendo allo scoperto, con gag e memorie storiche. Come quando ancora "giovane" suona con il grande Gatto a Torino che lo orientano verso il nettare degli Dei: il vino. E qui scopre il Barolo del '64. E poi racconta di quando a Napoli Donna Concetta lo paga per non farlo "suonare" perché nella casa di "matti" dei De Piscopo, suonano tutti e non si riesce a far dormire "le creature". Infine comunica che domani dovrà partire per Malindi come portavoce dell'Italia per un progetto che coinvolge i giovani keniani per fare seminari e workshop insieme ai grandi delle percussioni mondiali. Poi attacca ancora con il coinvolgente ritmo di Max Roach, sfoderando "Drums unlimited" che sognava da piccolo e aveva consumato l'LP a furia di ascoltarlo. Qui Tullio è tutto solo sul palco e dialoga con l'anima di Max Roach, i suoi rullanti, i tom. Poi si passa di nuovo alla squadra del Max Roach project, con Big Sid fino a "The drums also Waltzer" dove i musicisti si superano ed il pubblico apprezza con applausi scroscianti e prolungati. Applausi che continuano nella richiesta del bis dove i professionisti accompagnatori lo assecondano per il tributo al grande maestro indiscusso della batteria Max Roach.

Galleria fotografica del concerto

Guarda i video:

Enzo Mari


 

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