Magenta - Fiorenzo Gualandris il "grande" maestro della Maxentia Big Band, non si stancava di ringraziare alla fine del concerto " E' troppo, siete troppo buoni. Un ringraziamento a tutti voi per come avete ascoltato, partecipato. Un profondo grazie anche a tutti ed al Comune di Magenta per averci creduto".Ed il saluto del Sindaco Luca Del Gobbo, ha rafforzato questa sua euforia: "Il Festival compie 12 anni e si presenta ancora una volta come un appuntamento irrinunciabile con la buona musica testimoniando il proprio altissimo valore culturale. Oggi la manifestazione è dunque un punto di riferimento importante non solo per gli amanti di questo straordinario genere musicale, ma anche per tutti coloro che apprezzano la bella musica. Una ‘eccellenza´ che, insieme alle altre importanti proposte culturali che la nostra città sa sempre offrire, permette a Magenta di essere nota non solo come ‘città dell´Unità d´Italia´, ma anche come ‘città della musica´ con gloriosi trascorsi ed un presente altrettanto considerevole". Questi gli interventi caratterizzanti la serata al Teatro Lirico della città, tutto esaurito, con gli spettatori anche in piedi sui corridoi, dedicata al grande nero portabandiera della musica
orchestrale nel mondo e la Maxentia Big Band l'ha re-interpretata al meglio ottenendo un consenso oltremisura. Il concerto inizia e chiude con un brano che conoscono in tanti " The Man I Love", cantata dalla bellissima voce-ospite di Monica DellaVedova, che gioca in casa, con il supporto dei fiati della sezione Ance Oldani, Biasetti, Barbaglia, Losa e Pagani. Ma anche i tromboni hanno supportato le "incursioni", con Zanga, Sanna, Saracchi e Merla, coadiuvati dalle splendide trombe di Mariani, Sala, Perini, Baratè, Durè e Carrettoni. La ritmica sempre ordinata e in linea con al Pianoforte Rigobello, Papa all'Hammond, Tosatti alla chitarra, Magistrelli al basso, Garanzini alla batteria e Lovati alle percussioni. Li abbiamo citati perché il maestro Gualandris ci ha tenuto a presentarli sia all'inizio, sia alla fine del concerto, a rappresentare la grande stima professionale ed affettiva che ha della sua Big Band. Un grazie anche alle coriste. I pezzi si sono susseguiti con atmosfera, serenità tipica del grande inventore dello Swing a cavallo del 1800 e il "proibizionismo : nato nel settembre 1898 si è spento nel 1937 lasciando un patrimonio di brani inestimabile che la Maxentia ha fatto suo. Oltre al richiestissimo "Man in Love", reclamato con standing ovation nel bis, la Magenta ha proposto il repertorio classico che tutte le band vogliono eseguire. Da Lisa a It's wonderful successo su successo interpretati alla grande da Gualandris & Co che in casa danno ancora di piu' di quanto sono in giro invitati in tutta Italia. Buona la prima. Il festival prosegue stasera Con il "Lino Patrono jazz show" dedicato alla Chicago degli anni '20 e ‘30, domenica chiusura con il botto, con Tullio De Piscopo New Hard Bi-bop Project tributo a Max Roach .
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Enzo Mari










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