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FIERE/Si è concluso il Micam. Il mercato respira, ma cala l'occupazione Stampa E-mail
Sabato 06 Marzo 2010 08:47
Scarpe made in ParabiagoMilano - Si è concluso ieri il Micam ShoEvent, la più importante manifestazione delle calzature di livello alto e medio-alto organizzata da Anci, l'Associazione Nazionale Calzaturifici Italiani. La fiera ha visto in esposizione circa 2000 collezioni per la stagione autunno-inverno 2010/2011, che dettano le tendenze della moda a livello internazionale. A conferma del respiro sempre più internazionale del salone, accanto ai rappresentanti dell'industria calzaturiera "made in Italy", che rappresentano la natura più profonda di Micam, ha partecipato una compagine significativa di espositori stranieri. Nonostante la crisi economica, la kermesse non ha infatti subito, nemmeno per la prima edizione dell'anno in corso, significative flessioni nel numero degli espositori rispetto all'analoga edizione del 2009 (in totale 1.597, di cui 591 stranieri). Le aziende produttrici, con la loro presenza, hanno dimostrato quindi di guardare alla manifestazione come ad una grande opportunità commerciale dalla quale far ripartire il business. "In generale, il clima che si è respirato nei quattro giorni di fiera – spiegano da Confindustria Altomilanese - è stato meno pesante del previsto e questo vale ancora di più se si guardano i dati congiunturali del settore a livello nazionale, pubblicati dall'Anci all'inaugurazione della fiera. Il preconsuntivo del 2009 ha fatto registrare un calo della produzione del 13% in volume, a cui ha corrisposto una riduzione del 12,5% in valore. Si tratta di una flessione che ha interessato tutti i comparti senza distinzioni e che viene dopo alcuni periodi già molto difficili, che hanno messo a dura prova le imprese e la tenuta del livello occupazionale". Il calo di posti di lavoro c'è: "Nonostante le imprese abbiano moltiplicato gli sforzi per contenere le perdite sul fronte della manodopera – continuano - il 2009 ha visto scendere i posti di lavoro del 3,5% rispetto al 2008 a fronte della chiusura di 235 calzaturifici (-3,8%). Se si guarda poi all'intera area pelle, il calo è complessivamente di 600 aziende, ovvero il 2,6% in meno rispetto al 2008. Il ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni è aumentato del 232%, soprattutto trascinato dalla crescita della cassa straordinaria (+280%). Sul fronte del commercio con l'estero, le proiezioni dei primi 11 mesi dell'anno indicano un calo delle esportazioni del 14% in volume e del 16,4% in valore; dopo anni in cui l'aumento del prezzo medio di esportazione era stato la caratteristica costante dei flussi esportativi, questa inversione indica, da un lato, quanto le imprese abbiano dovuto subire gli effetti di un euro "forte" e, dall'altro, l'impossibilità di rivedere i listini finendo quindi per comprimere ulteriormente i margini. In controtendenza invece il dato preliminare relativo al mese di dicembre, che ha fatto segnare un +2,1% che lascia sperare che il peggio della contrazione del mercato sia già alle spalle. Nel comparto moda nazionale, il calzaturiero ha comunque retto meglio di altri, soprattutto dei settori a monte della filiera: infatti, da gennaio a novembre il decremento dell'export italiano è stato pari al 22,1%, con un -24% per i prodotti tessili e un -21% per la concia. In calo anche le importazioni che, dopo diversi anni di ciclo espansivo, nei primi 11 mesi del 2009 sono risultate in forte contrazione sia in quantità (-12,1%)  che in valore (-2,8%). In proposito va rilevato il marcato calo delle quantità importate dalla Cina (-18,5%), che presenta il prezzo medio più basso tra i principali fornitori. Un risultato che si deve soprattutto alla battaglia contro la concorrenza sleale che ha visto l'Italia in prima fila a livello europeo e che ha consentito di prorogare l'applicazione dei dazi antidumping sulle calzature in pelle e cuoio provenienti da Cina e Vietnam fino al 2011". Le aziende parabiaghesi associate a Confindustria Altomilanese presenti al salone Micam sono state: Calzaturificio Arktè, Calzaturificio Ilde, Celestino's, Giovanni Monte, Oregon, Lorenzo Banfi, Luciano Padovan, Calzaturificio Nebuloni e Parabiago Collezioni. "Credo che il vero punto di forza di questa fiera - così il Presidente dei Calzaturieri di Confindustria Alto Milanese Diego Rossetti - sia soprattutto nella coerenza verso la qualità nella selezione delle aziende e nell'offerta dei servizi. Scelte che il nostro Gruppo ha sempre sostenuto e che si sono rivelate vincenti anche rispetto alle esigenze del mercato". A seguito di un sondaggio sull'andamento della manifestazione realizzato fra le aziende parabiaghesi partecipanti, si è registrato un buon trend di lavoro nei primi due giorni della manifestazione, dovuto soprattutto all'arrivo dei clienti abituali che non sono mancati all'appuntamento fieristico. In generale, si è percepito un clima più sereno e meno pessimista di quanto ci si aspettasse alla vigilia.

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