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CENNI STORICI

Laveno, Mombello Lago Maggiore e Cerro Lago Maggiore sono divenute, da più di mezzo secolo, Comune di Laveno Mombello con il Regio Decreto del 19.12.1927. Il comune, collocato in provincia di Varese, con una superficie di 25 Kmq. a 200 m. slm, con i suoi quasi 10.000 abitanti e' uno dei più importanti centri climatici turistici, culturali e storici del Lago Maggiore Oltre che da Laveno Mombello e Cerro, il centro lacustre e' composto da altri agglomerati come Ceresolo e Ponte, con località panoramiche lav_lungolago.jpge collinari come le Cascine (490 m), Monteggia (394), Montecristo e Brena (334 m), Casere (768 m). "Capitale Turistica" della sponda orientale, sinonimo di "Paese della Ceramica", Laveno Mombello si e' imposta negli ultimi decenni quale centro di importanti iniziative di promozione turistica e culturale. Climaticamente e paesaggisticamente favorita, grazie anche al suo riparato e suggestivo golfo naturale. Di Mombello si hanno le prime notizie attraverso le tracce di insediamenti primitivi, quali i resti di palafitte risalenti al 3.000 a.C. nella zona protetta collinare detta "Torbiera". Gli insediamenti di Laveno e Cerro sono di epoche più recenti; le prime notizie di Laveno risalgono all'epoca romana. Si dice al proposito che il nome risalga al Generale romano Labieno che si era opposto ai Galli sulle alture dell'agglomerato più antico, Mombello (l'origine etimologica sembra essere infatti "Mons belli" ovvero "Monte della Guerra"). Dominata dapprima da Longobardi e Franchi, Laveno e Mombello fecero parte del Comitato del Seprio; in seguito vi furono le infeudazioni dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo e dei Besozzi. Dopo le pagine della dominazione spagnola, Laveno passo' agli austriaci, il cui dominio continuò anche dopo la parentesi napoleonica. Laveno e' stata anche centro di importanza commerciale ed oltre ad essere un paese di pescatori e agricoltori, annoverava attorno al 1800 una propria importante borsa per le granaglie, piazza di rilievo e di riferimento per il milanese, il Canton Ticino ed i paesi rivieraschi. Testimonianza attuale, il suo mercato settimanale del martedì. E' di quell'epoca, 1856, l'insediamento in riva al golfo di una fiorente vetreria, poi divenuta con Carnelli, Caspani e Revelli la ceramica industriale dislocata nell'area della ex ceramica Lago, successivamente ampliata tanto da far registrare quattro comparti industriali, con la "Lago", la "Ponte", la "Verbano", prima come "Società Ceramica Italiana", poi come "Richard Ginori" e poi come "Pozzi Ginori". Industria a sé stante invece restò la "Revelli". Una produzione ceramica fiorente che, pur con qualche doloroso taglio, come per la Revelli e la Lago e la trasformazione in Cooperativa Industriale della Verbano, ha visto la ceramica giungere sino a noi, dopo le crisi degli anni 70/80, divenendo oltre che industriale, sede di una ceramica artigianale ed artistica ricercata e con la nascita nel 1990 della Bone China allo stabilimento Ponte, novità che fa ben sperare per il futuro industriale locale.Ma tornando all'800, il 30 maggio del 1859, Laveno Mombello fu teatro di pagine di storia, con le battaglie purtroppo perse dell'eroe dei due mondi Giuseppe Garibaldi, le cui truppe dei Cacciatori delle Alpi per ben due volte vennero respinte dagli austriaci asserragliati strategicamente nei fortini lungo il golfo, una prima volta via lago e successivamente anche via terra. Di questi scontri resta oggi a testimonianza, presso la Torre del Castello un ossario che venne visitato dallo stesso Garibaldi al termine della guerra, oltre al fortino posto sul golfo verso Cerro (di proprietà privata) e la caserma di punta 5. Michele che oggi ospita il club Velico Est Verbano. A Cerro e Ceresolo, più che a Laveno, resistettero nel tempo le attività legate alla pesca. I due paesi sono oggi interessanti località di soggiorno turistico le cui bellezze naturali furono ammirate dai Conti Stampa nella residenza di Gattirolo e da Alessandro Manzoni che vi soggiornarono per diverso tempo. A Cerro, il Chiostro con il suo porticato in granito di Baveno, all'interno del Palazzo Guilizzoni (oggi Perabò), che ospita la Civica Raccolta di Terraglia, e' uno dei monumenti storici del lavenese salvato, grazie ai successivi interventi, negli ultimi vent'anni, dalle Amministrazioni Comunali che si sono succedute.Si tratta di un'importante realtà uno spaccato di storia della ceramica lavenese, che mostra le produzioni e l'arte di quanti in anni e anni di lavoro e sacrificio, hanno saputo far meritare l'appellativo di "Paese della ceramica". Poi Ceresolo dove e' stata recentemente restaurata l'antica chiesetta dell'XI secolo dedicata a 5. Defendente che conserva il suo campanile romanico. Laveno con la chiesa di 5. Maria in Ca' Deserta con il suo altare ligneo barocco; l'antica chiesa parrocchiale e la cappella Gentilizia dell'Immacolata, la chiesa dei SS. Filippo e Giacomo con il suo particolare campanile a punta che spicca lungo il golfo. A Mombello l'oratorio di 5. Maria di Corte del sec. XII-XIII con affreschi del XVI secolo recentemente restaurata e riportata a vita nuova dai mombellesi. Alla rocca di Mombello, l'antico oratorio di 5. Michele, lazzaretto del periodo della peste del '600 (recentemente restaurato) riedificato in ringraziamento a 5. Michele nel 1727 come testimonia l'iscrizione conservata all'interno della chiesetta. All'esterno e' collocata un'antica area altare forse di epoca longobarda. Vi e' poi la Parrocchiale di 5. Stefano al centro del paese in cui si può ammirare un presbiterio interamente affrescato da un pittore del '600 forse identificato, secondo l'ipotesi di padre Caccin con il pittore De Advocatis che nel 1612 affresco una cappella del Santuario di 5. Caterina del Sasso Ballaro, monumento notevole esistente ad una decina di chilometri da Laveno Mombello. Oggi Laveno e' divenuta punto nodale per il passaggio obbligato del turismo internazionale, sia verso la Svizzera, che verso la sponda piemontese e viceversa. A Laveno confluiscono due reti ferroviarie: capolinea della Nord Milano e stazione di transito per le Ferrovie dello Stato collegate da unlav_labiena.jpga parte con la Gallarate-Milano, la Laveno-Novara e dall'altra con la Laveno- Luino-Bellinzona. Vi e' inoltre la linea della Navigazione che, con le motonavi traghetto ed i battelli della Navigazione Lago Maggiore, consente di raggiungere le località del novarese permettendo così il collegamento con tutti i paesi rivieraschi delle due sponde. Per il traffico su gomma convergono su Laveno tre importanti raccordi stradali: la statale Laveno-Luino e quindi per la Svizzera; la Laveno-Angera verso Sesto Calende e le autostrade Milano -Alessandria, la Voltri-Sempione e la Laveno-Varese per collegarsi con l'autostrada per Milano. Divenuta negli anni 70180 una sorta di "Cinecittà del Verbano", la cittadina lacustre, grazie soprattutto all'attore lavenese Renato Pozzetto, ha registrato la realizzazione di molti film dello stesso. Con Pozzetto a Laveno sono giunti artisti e registi che hanno portato al mondo le bellezze del suo golfo e del suo lago. Lago che vanta la presenza di grandi sportivi come il pluricampione del mondo di vela e tattico per tre volte di "Coppa America" Tiziano Nava; campioni italiani di canottaggio, oppure campioni del ciclismo, del motorismo, con l'ex-crossdromo Mondiale dello S.C.A.G., di alpinismo. Di artisti della ceramica. Adagiata ai piedi del Monte Sasso del Ferro, Laveno gode anche degli impianti di risalita della Funivia del Lago Maggiore, sulla cui vetta, a poggio 5. EIsa, e' dislocato anche un ristorante panoramico situato ad oltre mille metri, con 18 camere panoramiche. Da questa altura si ammirano suggestivi ed unici panorami, fatti di verdi vallate, dei laghi varesini e novaresi sugli sfondi del Monte Rosa, del Mottarone, dello Zeda, del Limidario, del Campo dei Fiori ecc. . Da questa vetta, divenuta dagli anni 70 la "Patria del Volo Libero", si lanciano centinaia di deltaplanisti e appassionati del parapendio, che offrono un notevole richiamo turistico e di spettacolo, soprattutto nei fine settimana. Ma guardando in basso, si riscoprono le bellezze di una Mombello adagiata in uno scrigno smeraldo sulla collina circondata da verdi boschi e prati; la stupenda insenatura della frazione Cerro e la sua spiaggia. Cerro, patria del grande futurista Russolo e sede del prestigioso Museo delle Terraglie; poi, proprio più sotto fra le colline che declinano sino a tuffarsi nel lago, Laveno e il suo golfo che tutti ci invidiano. Un lago, il Maggiore, graffiato dalle candide vele e dai traghetti che consentono un continuo contatto con la sponda piemontese. In tal modo scopriamo perché da più parti ci decantano come la "Capitale Turistica del Verbano Orientale". LAVENO MOMBELLO destinata quindi con l'operosità e l'accoglienza dei suoi abitanti, a smentire quel luogo comune che recita: sponda magra del Lago Maggiore la nostra. Forse ora comincia a non essere più così.



 

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